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Paragrafo 1 . La rivoluzione di febbraio.

     
In  Russia  la guerra, causa di un rapido aggravamento della  tensione
politico-sociale, aveva accelerato la crisi del regime  zarista.  Agli
inizi  del  1917 la situazione era diventata particolarmente  tragica.
L'esercito, formato in gran parte da contadini strappati al lavoro dei
campi,  aveva  avuto  gi tre milioni di morti  e  cinque  milioni  di
feriti. Sul fronte interno, le gravi difficolt nei trasporti e  negli
approvvigionamenti  determinavano  un  continuo  peggioramento   delle
condizioni  di vita della popolazione; sempre pi frequenti  erano  le
manifestazioni, i tumulti e gli scioperi, specialmente a  Pietrogrado,
capitale  politica  ed  economica,  e  a  Mosca,  nelle  quali   erano
concentrati  quasi  tre  milioni di operai.  All'interno  della  Duma,
l'assemblea rappresentativa concessa dallo zar Nicola secondo nel 1905
il  "blocco  progressista", formato dai nazionalisti  e  dai  cadetti,
chiedeva  inutilmente  una limitazione dell'autocrazia  zarista  e  la
costituzione di un governo dotato di una base politica e  sociale  pi
ampia,  per  affrontare in modo adeguato i grandi  problemi  originati
dalla guerra.
     Nella  seconda  met  di febbraio del 1917  (corrispondente  alla
prima  met di marzo secondo il calendario gregoriano, che  la  Russia
adotter nel 1918), a Pietrogrado, quello che poteva sembrare uno  dei
tanti  tumulti per la penuria di viveri e di combustibile si trasform
in  una  rivoluzione. Le agitazioni, iniziate il 18 febbraio  con  uno
sciopero degli operai delle officine Putilov, assunsero rapidamente il
carattere di protesta di massa contro la fame, la guerra e lo zarismo;
anche le truppe incaricate della repressione si unirono alla sommossa.
La  rivolta, ormai diventata un'insurrezione armata, si concluse il 27
febbraio  con  il  pieno successo degli insorti, che,  in  riferimento
all'esperienza  della  rivoluzione del 1905, costituirono  un  proprio
organo rappresentativo e di autogoverno: il "soviet degli operai e dei
soldati".
     Nel  frattempo  la  Duma,  che  non aveva  eseguito  l'ordine  di
scioglimento intimato dallo zar, dette vita ad un governo provvisorio.
Questo, presieduto
     
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     dal  principe  Georgij L'vov e composto in  prevalenza  da  forze
moderate  e  conservatrici  favorevoli alla monarchia  costituzionale,
propose  l'abdicazione dello zar in favore del fratello.  La  proposta
incontr  la decisa opposizione dei repubblicani, degli operai  e  dei
soldati,  cosicch, quando l'abdicazione venne effettivamente  decisa,
il  fratello  dello  zar  rinunci  e  la  soluzione  della  questione
istituzionale venne demandata all'assemblea costituente da eleggersi a
suffragio  universale.  Il  soviet  di  Pietrogrado  frattanto   aveva
arrestato  la  famiglia imperiale, in contrasto con le  decisioni  del
governo  provvisorio. Concorde fu invece la scelta  di  continuare  la
guerra   e  rinviare  il  programma  di  riforme,  determinata   dalla
prevalenza nel soviet della capitale di socialisti rivoluzionari e  di
menscevichi, i quali ritenevano che la guerra fosse necessaria per  la
difesa  del  paese  e  che i tempi per la rivoluzione  socialista  non
fossero ancora maturi.
